Rose

La coltivazione delle rose non presenta grandi difficoltà in quanto esse si adattano a condizioni pedologiche e climatiche anche difficili, rifuggendo solamente da terreni acidi oppure situati in località con inverni molto freddi, in particolare per alcune varietà di rose botaniche originarie dell'estremo Oriente. Quasi tutte, però, hanno bisogno di una esposizione  in pieno sole per almeno 6 ore al giorno.

Al momento dell'impianto, che di regola va effettuato nel periodo novembre/marzo, è indispensabile predisporre una buca di ampiezza notevole - almeno 40x40x40 - sul cui fondo va collocato uno spesso strato di foglie, necessario per un buon drenaggio. Subito sopra si aggiunge uno strato di terra mescolata abbondantemente con letame maturo o compost. Nel collocare la pianta nella buca si copre il fondo di questa con qualche palata di terra, al fine di evitare il contatto diretto delle radici con il letame. Una volta posizionata al centro della buca, a radice nuda o con il pane di terra,  il punto d'innesto dovrà risultare appena sopra il livello del terreno: piantata sotto infatti la rosa è stimolata ad emettere radici proprie, affrancandosi dal portainnesto e vanificando quindi il ricorso alla propagazione per innesto.   Con il resto della terra a sua volta mescolata con terriccio fresco e opportunamente addizionata di concime a lenta cessione d'azoto,  si colma la buca d'impianto. A questo punto non resta che compattare la terra intorno alla rosa, pigiando con i forza con i piedi, quindi annaffiare abbondantemente.  

Dopo la piantagione si dovrà prestare attenzione allo sviluppo della pianta irrorandola una volta a settimana senza bagnare le foglie intervenendo al primo apparire delle malattie.

Durante la prima stagione, generalmente, non c'è bisogno di aggiunte di concimi che andranno somministrati, invece, con regolarità ogni anno alla ripresa vegetativa dopo l'inverno in forma granulare, integrando con beveroni ogni 15 giorni sino alla prima fioritura (il beverone si prepara lasciando macerare 5 kg di letame in 50 litri di acqua per 15 giorni, diluendo ulteriormente il liquido ottenuto al momento della annaffiatura in  2 parti di acqua ).

Nel tardo autunno si provvede a distribuire una buona dose di letame maturo intorno ad ogni pianta, da interrare con una leggera vangatura. Ciò produce un netto miglioramento nella qualità del terreno che acquista una struttura che favorisce una maggiore permeabilità all'acqua.

Verso la fine dell'inverno, poco prima della ripresa dell'attività vegetativa ( più tardi si di indebolisce la pianta), le rose sono sottoposte alla riduzione dei rami mediante la potatura.

Al riguardo occorre distinguere se l'intervento cesorio riguarda le rose antiche o  quelle moderne. In quest'ultimo caso, Rose Tea o Floribunda, lo scopo è quello di mantenerne la tipica conformazione a vaso nonché di limitare il numero delle gemme per ottenere una migliore fioritura.

Generalmente, le rose ibride di Tea possono essere mantenute basse lasciando solamente 3 o 4 steli  (eventualmente anche qualche ramo secondario che va potato a 2 0 3 gemme) da recidere a 40-60 cm da terra a seconda del vigore della pianta,  curando che il taglio venga effettuato circa 1 cm al di sopra di una gemma esterna, particolare dell'inclinazione di taglio inclinato in senso opposto a quest'ultima.

Le Floribunde andranno invece potate più moderatamente: si lasceranno almeno 4 rami principali con 3 0 4 rami secondari, ognuno tagliato a 2 gemme. Va in proposito osservato che è buona norma igienica, passando da una pianta all'altra, "sterilizzare" gli attrezzi utilizzati immergendoli in una soluzione di ipoclorito di sodio all'1% oppure passare per qualche secondo le parti metalliche alla fiamma.

 

  Intervenendo sulle rose antiche il discorso, per quanto mi riguarda, si complica poiché queste sono quasi sempre poco inclini ad essere ricondotte a forme canoniche.

Gli esperti consigliano di limitare i tagli ai rami secchi o decisamente mal disposti che sfregano con gli altri e si producono ferite, accorciando, inoltre, i nuovi virgulti che fuoriescono da terra per circa 1/3 della loro lunghezza ed i corti rami laterali, che hanno fiorito, sino ad una buona gemma ( in pratica una specie di taglio di ritorno).

Le vecchie rose spesso producono dopo la fioritura vigorosi rami laterali lunghi 50-80 cm. In tal caso e qualora si presenti la necessità di ringiovanire la pianta, senza attendere l'inverno si può potare il vecchio ramo ormai esaurito, eseguendo il taglio subito dietro l'inserzione di quello nuovo.

Solo l'esperienza acquisita anno dopo anno di prove ed errori ci consentirà di perfezionare le nostre conoscenze e di migliorare di conseguenza la coltivazione dei nostri fiori preferiti.

Le rose antiche unitamente alle rose selvatiche  sono arrivate sino ai nostri giorni attraverso un dura selezione naturale che ha determinato il formarsi di  caratteri di rusticità e di resistenza alle malattie.

L'uomo è intervenuto in questo processo solo recentemente dando luogo, come detto, ad una intensa attività di ibridazione allo scopo di ottenere rose con altre caratteristiche, come la rifiorenza,  ed altri colori più accattivanti per il pubblico.

A questo scopo, da sempre, è  utilizzata una semplice tecnica con la quale viene posto in contatto il polline contenuto negli stami della rosa padre con lo stimma della pianta madre, previa eliminazione degli stami di quest'ultima (emasculazione). Al termine dell'operazione si copre il fiore fecondato con un sacchetto di carta bianca allo scopo di evitare l'impollinazione da altri fiori. 

I semi che si formeranno, dopo qualche mese di stratificazione in sabbia umida verranno piantati e poi... non resterà che attendere il risultato!

  E' così che i rosaisti di tutto il mondo ogni anno producono le nuove varietà che si contendono la palma della rosa più bella nei vari concorsi ( in Italia vengono organizzati i Concorsi Internazionali di Roma e di Monza ( quest'ultima è sede dell'Associazione Italiana della Rosa ).

Non sono un esperto di questo settore ( non che io mi consideri tale anche per il resto! ) e non ho altre indicazioni da dare che non siano frutto della mia, seppur limitata, esperienza.  

 Tutti sanno che un altro diffuso metodo di propagazione delle rose si attua utilizzando talee di ramo lunghe circa 20 cm. Queste, infatti, radicano con una certa facilità - in particolare alcune varietà di rose botaniche rampicanti - anche senza ricorrere ad ormoni rizogeni. 

Buoni risultati si ottengono interrandole per due terzi quanto più presto dopo il distacco dalla pianta,  effettuando il taglio appena sotto una  gemma, posizionandole all'ombra e mantenendo il terreno - un misto di terra, sabbia e torba - sempre umido.

Il  periodo migliore è quello di gennaio-marzo ma buoni risultati si ottengono con le rose rampicanti non rifiorenti anche in giugno o inizi di luglio, subito dopo la fioritura.

  I vivaisti per le varietà pregiate ricorrono all'innesto a gemma vegetante che consente di ottenere piante più vigorose e con fioriture migliori rispetto a quelle riprodotte da talea.

L'innesto si effettua sul soggetto in vegetazione - l'esatta epoca dipende anche dal portainnesto - generalmente nel mese di giugno. Nelle zone più calde l'innesto può essere effettuato anche a gemma dormiente prima del riposo vegetativo, ma la germogliazione avverrà l'anno successivo in primavera.

  La meccanica di questo tipo di innesto consiste nell'asportare dalla pianta che si intende riprodurre una gemma, scelta fra quelle migliori che si trovano nella parte centrale dei rami, che va inserita al di sotto della corteccia del portainnesto ( r. canina, r. laxa, r. multiflora), la quale viene sollevata dopo avervi praticato con l'apposito coltello un taglio a T. Subito dopo, la gemma viene legata strettamente, in modo di favorire il contatto delle zone cambiali del soggetto e del nesto, necessario alla formazione del callo di cicatrizzazione e quindi alla riuscita dell'innesto. 

Quando il germoglio sarà lungo una ventina di cm dovrà essere cimato a 3 o 4 foglie al fine di favorire una corretta impalcatura della nuova rosa che già dall'anno successivo potrà essere messo a dimora.

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